Continua per il momento il caldo ed il sole e cresce sempre più la voglia di andare in vacanza ... purtroppo non è possibile per il momento e ci dobbiamo accontentare di ricreare a casa qualche sapore esotico, che ci faccia venire in mente l'estate e possibilmente il mare .....
Ed ecco come nascono queste crocchette .. un mix di ingredienti saporiti come la polpa di granchio ed il lime accompagnati da una fresca insalatina di stagione e pomodorini ...
Ingredienti per due persone:
125 gr di polpa di granchio
50 gr di riso basmati
1 uovo
1 fetta di pan carrè
pangrattato
sale q.b.
1 lime
olio di mais o di semi
olio e.v.o.
pomodorini tipo datterino
insalata a piacere
Preparare il riso bianco scolato.
Mescolate la polpa di granchio con il riso, un pizzico di sale, l'uovo, la scorza grattuggiata di un lime e la fetta di pan carrè sminuzzata.
Con il composto ottenuto formare delle palline, passarle nel pane grattuggiato e poi schiacciarle un pò per formare dei piccoli bastoncini.
Con queste dosi si riesce a preparare una dozzina di crocchette.
In una padella scaldare l'olio di mais (o di semi) e friggere le crocchette da ambo i lati per pochi minuti.
Scolarle su un foglio di carta assorbente.
Condire l'insalatina (nel mio caso songino) ed i pomodorini con il succo di un lime spremuto, sale ed un filo di olio extravergine d'oliva.
Impiattare posizionando le crocchette sopra l'insalatina condita.
Con questa ricetta partecipo al contest di Pane e olio
giovedì 29 marzo 2012
lunedì 26 marzo 2012
Crema di panna, mascarpone e yogurt con pesche ed amaretti
Finalmente un pò di sole ed un pò di caldo ... la primavera è arrivata e così con lei speriamo che inizi sul serio la bella stagione ...
E' inoltre tornata l'ora legale e per fortuna alla sera possiamo godere di più luce ... è stato bellissimo questa sera tornare da lavoro, spalancare le porte e le finestre, sentire un leggero tepore nell'aria e trovare ancora un pò di sole ...
Con questo umore così "sereno" non posso che postare una ricettina molto semplice e veloce dal gusto fresco ed invitante ... quasi estivo!
Sono dei piccoli dessert ... avete presente quei piccoli bicchierini da finger food che ne mangeresti almeno due o tre? Una roba del genere insomma ...
Ingredienti per almeno 8 bicchierini:
1 pesca (nel mio caso sciroppata visto la mancanza di pesche fresche in questo periodo)
200 ml di panna da montare
250 gr di mascarpone
1 yogurt bianco
un paio di cucchiai di zucchero
qualche amaretto da sbriciolare
Montare la panna.
In una ciotola a parte mescolare il mascarpone con lo yogurt e lo zucchero.
Aggiungere delicatamente la panna montata al composto nella ciotola.
Tagliate la pesca a pezzettini piccoli e sbriciolate qualche amaretto.
A questo punto componete i bicchierini: mettete qualche pezzetto di pesca, aggiungere la crema ottenuta
con l'aiuto di una sacca da pasticciere (o con un cucchiaio), concludere con gli amaretti sbriciolati.
Metterli in frigo fino al momento di servirli.
E' inoltre tornata l'ora legale e per fortuna alla sera possiamo godere di più luce ... è stato bellissimo questa sera tornare da lavoro, spalancare le porte e le finestre, sentire un leggero tepore nell'aria e trovare ancora un pò di sole ...
Con questo umore così "sereno" non posso che postare una ricettina molto semplice e veloce dal gusto fresco ed invitante ... quasi estivo!
Sono dei piccoli dessert ... avete presente quei piccoli bicchierini da finger food che ne mangeresti almeno due o tre? Una roba del genere insomma ...
Ingredienti per almeno 8 bicchierini:
1 pesca (nel mio caso sciroppata visto la mancanza di pesche fresche in questo periodo)
200 ml di panna da montare
250 gr di mascarpone
1 yogurt bianco
un paio di cucchiai di zucchero
qualche amaretto da sbriciolare
Montare la panna.
In una ciotola a parte mescolare il mascarpone con lo yogurt e lo zucchero.
Aggiungere delicatamente la panna montata al composto nella ciotola.
Tagliate la pesca a pezzettini piccoli e sbriciolate qualche amaretto.
A questo punto componete i bicchierini: mettete qualche pezzetto di pesca, aggiungere la crema ottenuta
con l'aiuto di una sacca da pasticciere (o con un cucchiaio), concludere con gli amaretti sbriciolati.
Metterli in frigo fino al momento di servirli.
sabato 24 marzo 2012
Torta caprese al limoncello e cioccolato bianco
Questo mese mi sono voluta mettere d'impegno per riuscire a partecipare al simpaticissimo contest di Flavia di Cuocicucidici.
Ogni mese si viene "ospitati" all'interno di un blog amico, si sceglie una sua ricetta e la si ripropone con l'unica concessione possibile di variare, togliere o aggiungere un solo ingrediente; ovviamente ogni mese c'è un vincitore, "The Recipe-tionist" (passate dal blog di Flavia per avere in dettaglio tutte le informazioni) che il mese successivo aprirà il suo blog con l'elenco delle sue ricette e cosi via ...
The Recipe-tionist di marzo è Valeria di Murzillo Saporito e scartabellando il suo blog non ho potuto non appassionarmi alle ricette della sua cultura partenopea ... quale idea migliore se non riproporre una ricetta della sua terra? Credo e spero sia una cosa gradita!!
Mi è piaciuta da subito la ricetta della torta caprese al limoncello (liberamente tratta dalla Caprese al cioccolato bianco del bravissimo Salvatore De Riso).
Premetto che non ho mai preparato la torta caprese nemmeno nella sua versione classica al cioccolato e quindi sono doppiamente contenta di proporre questo dolce tipico napoletano originario, come dice il nome stesso, dell'isola di Capri in questa versione "bianca".
E' una vera delizia con cioccolato e mandorle, senza farina (quindi adatto anche a chi soffre di celiachia) molto semplice da realizzare e che presenta alla fine della cottura una crosticina dura all'esterno ed un cuore interno molto morbido.
Questa versione con il cioccolato bianco e l'aggiunta di limoncello ... come si suol dire ... "è proprio la morte sua"!
Come poi non dire due parole sul simpatico e bravo chef salernitano Salvatore De Riso, eletto pasticciere dell'anno 2010/2011 e che un pò tutti noi, nel nostro piccolo, lo conosciamo per le apparizioni in tv alla Prova del Cuoco.
E' un vero onore e piacere riproporre una sua ricetta rivisitata ... e qui riporto una sua bellissima citazione: "Che cosa c’è di più bello che vedere prendere forma il sogno di una vita ed esserne l’incredulo protagonista? Chissà, forse per il mio modo di fare o forse perché c’è uno sguardo materno che mi segue ogni giorno, ma tutti i miei sogni si sono avverati".
Passiamo agli ingredienti ed alla ricetta (presa per filo e per segno dal blog di Valeria):
100 gr di olio evo
120 gr di zucchero a velo
200 gr di mandorle pelate
180 gr di cioccolato bianco
1/2 baccello di vaniglia
1 limone
5 uova
60 gr di zucchero
50 gr di fecola di patate
1/2 bustina di lievito per dolci
3 o 4 cucchiai di limoncello (il mio non era fatto in casa ahimè ... ma è in preparazione un cedrello favoloso home made che presto pubblicherò).
Frullate le mandorle grossolanamente con lo zucchero a velo e i semini di vaniglia.
Successivamente incorporate il cioccolato grattugiato, la scorza grattugiata del limone, la fecola e il lievito.
Mescolate tutti gli ingredienti e aggiungete l'olio e il limoncello.
Montate le uova intere con lo zucchero fino a triplicarne il volume ed unite al composto preparato in precedenza.
Imburrate ed infarinate una tortiera di circa 22 cm di diametro (io ho usato una teglia quadrata) e infornate in forno caldo circa 200° per 5 minuti; riducete poi la temperatura a 160° e cuocete per altri 45 minuti circa. Questa cottura creerà una crosticina intorno al dolce mentre l'interno deve restare leggermente umido.
A questo punto ho fatto una piccola modifica al dolce ... invece che spolverizzare lo zucchero a velo sulla superficie esterna, ho preparato una meringa all'italiana (detta anche meringa cotta) dal procedimento un pò più elaborato rispetto alla meringa francese e perchè necessita di un termometro da cucina (io me lo sono fatto prestare perchè al momento non ce l'ho).
Ingredienti:
125 g di albumi a temperatura ambiente
250 g di zucchero
50 ml di acqua
In un pentolino versare lo zucchero; aggiungere l'acqua e mescolare per sciogliere lo zucchero.
Quando si sarà formato lo sciroppo e comincerà a bollire, immergere la sonda del termometro e raggiungere la temperatura di 120 gradi.
Nel frattempo montare gli albumi a neve.
Quando lo sciroppo avrà raggiunto la temperatura giusta, versarlo a filo negli albumi; continuare a montare non solo fino a che lo sciroppo sarà terminato ma anche fino al completo raffreddamento della meringa.
Questo passaggio è ideale effettuarlo in un apposito robot da cucina che può montare o nella planetaria.
Si otterrà un composto bianco e lucido; versarlo in un sac a pochè e decorare la torta (io non ho fatto ciuffetti ma ho semplicemente versato la meringa sulla superficie per ricoprirla in modo piatto ed uniforme così da "copiare" la classica spolverata bianca di zucchero a velo).
Infine l'ho passata per qualche minuto sotto il grill del forno per colorare la superficie (si può usare anche l'apposito cannello) ed ho concluso con qualche mandorla spezzettata.
E' piaciuta TANTISSIMO ... ed è assolutamente goduriosa l'aggiunta della meringa che rimane bella morbida e cremosa sulla torta stessa.
Ecco qui la torta (ancora intera)
Ed ecco qui una fetta per la mia colazione
Ogni mese si viene "ospitati" all'interno di un blog amico, si sceglie una sua ricetta e la si ripropone con l'unica concessione possibile di variare, togliere o aggiungere un solo ingrediente; ovviamente ogni mese c'è un vincitore, "The Recipe-tionist" (passate dal blog di Flavia per avere in dettaglio tutte le informazioni) che il mese successivo aprirà il suo blog con l'elenco delle sue ricette e cosi via ...
The Recipe-tionist di marzo è Valeria di Murzillo Saporito e scartabellando il suo blog non ho potuto non appassionarmi alle ricette della sua cultura partenopea ... quale idea migliore se non riproporre una ricetta della sua terra? Credo e spero sia una cosa gradita!!
Mi è piaciuta da subito la ricetta della torta caprese al limoncello (liberamente tratta dalla Caprese al cioccolato bianco del bravissimo Salvatore De Riso).
Premetto che non ho mai preparato la torta caprese nemmeno nella sua versione classica al cioccolato e quindi sono doppiamente contenta di proporre questo dolce tipico napoletano originario, come dice il nome stesso, dell'isola di Capri in questa versione "bianca".
E' una vera delizia con cioccolato e mandorle, senza farina (quindi adatto anche a chi soffre di celiachia) molto semplice da realizzare e che presenta alla fine della cottura una crosticina dura all'esterno ed un cuore interno molto morbido.
Questa versione con il cioccolato bianco e l'aggiunta di limoncello ... come si suol dire ... "è proprio la morte sua"!
Come poi non dire due parole sul simpatico e bravo chef salernitano Salvatore De Riso, eletto pasticciere dell'anno 2010/2011 e che un pò tutti noi, nel nostro piccolo, lo conosciamo per le apparizioni in tv alla Prova del Cuoco.
E' un vero onore e piacere riproporre una sua ricetta rivisitata ... e qui riporto una sua bellissima citazione: "Che cosa c’è di più bello che vedere prendere forma il sogno di una vita ed esserne l’incredulo protagonista? Chissà, forse per il mio modo di fare o forse perché c’è uno sguardo materno che mi segue ogni giorno, ma tutti i miei sogni si sono avverati".
Passiamo agli ingredienti ed alla ricetta (presa per filo e per segno dal blog di Valeria):
100 gr di olio evo
120 gr di zucchero a velo
200 gr di mandorle pelate
180 gr di cioccolato bianco
1/2 baccello di vaniglia
1 limone
5 uova
60 gr di zucchero
50 gr di fecola di patate
1/2 bustina di lievito per dolci
3 o 4 cucchiai di limoncello (il mio non era fatto in casa ahimè ... ma è in preparazione un cedrello favoloso home made che presto pubblicherò).
Frullate le mandorle grossolanamente con lo zucchero a velo e i semini di vaniglia.
Successivamente incorporate il cioccolato grattugiato, la scorza grattugiata del limone, la fecola e il lievito.
Mescolate tutti gli ingredienti e aggiungete l'olio e il limoncello.
Montate le uova intere con lo zucchero fino a triplicarne il volume ed unite al composto preparato in precedenza.
Imburrate ed infarinate una tortiera di circa 22 cm di diametro (io ho usato una teglia quadrata) e infornate in forno caldo circa 200° per 5 minuti; riducete poi la temperatura a 160° e cuocete per altri 45 minuti circa. Questa cottura creerà una crosticina intorno al dolce mentre l'interno deve restare leggermente umido.
A questo punto ho fatto una piccola modifica al dolce ... invece che spolverizzare lo zucchero a velo sulla superficie esterna, ho preparato una meringa all'italiana (detta anche meringa cotta) dal procedimento un pò più elaborato rispetto alla meringa francese e perchè necessita di un termometro da cucina (io me lo sono fatto prestare perchè al momento non ce l'ho).
Ingredienti:
125 g di albumi a temperatura ambiente
250 g di zucchero
50 ml di acqua
In un pentolino versare lo zucchero; aggiungere l'acqua e mescolare per sciogliere lo zucchero.
Quando si sarà formato lo sciroppo e comincerà a bollire, immergere la sonda del termometro e raggiungere la temperatura di 120 gradi.
Nel frattempo montare gli albumi a neve.
Quando lo sciroppo avrà raggiunto la temperatura giusta, versarlo a filo negli albumi; continuare a montare non solo fino a che lo sciroppo sarà terminato ma anche fino al completo raffreddamento della meringa.
Questo passaggio è ideale effettuarlo in un apposito robot da cucina che può montare o nella planetaria.
Si otterrà un composto bianco e lucido; versarlo in un sac a pochè e decorare la torta (io non ho fatto ciuffetti ma ho semplicemente versato la meringa sulla superficie per ricoprirla in modo piatto ed uniforme così da "copiare" la classica spolverata bianca di zucchero a velo).
Infine l'ho passata per qualche minuto sotto il grill del forno per colorare la superficie (si può usare anche l'apposito cannello) ed ho concluso con qualche mandorla spezzettata.
E' piaciuta TANTISSIMO ... ed è assolutamente goduriosa l'aggiunta della meringa che rimane bella morbida e cremosa sulla torta stessa.
Ecco qui la torta (ancora intera)
Ed ecco qui una fetta per la mia colazione
mercoledì 21 marzo 2012
Fagottini di crepès con grasso d'Alpe, pere e salsa di uva grappa
C'è un antico proverbio che dice: "Al contadino non far sapere quanto è buono il formaggio con le pere" ... Uno dei maggiori specialisti di storia dell'alimentazione a livello internazionale Massimo Montanarini ha decifrato l'enigma storico e culturale che c'è all'interno di questo detto basato sostanzialmente sul conflitto tra le classi.
Il formaggio veniva associato alla gastronomia povera essendo consumato, inialmente in maniera esclusiva, da pastori e contadini.
Anche la pera è ricompresa nella cucina dei poveri avendone infatti sempre a disposizione da qualche albero nei propri orti.
Quest'ultima però, a differenza del formaggio che si può conservare a lungo, è un frutto che si deteriora facilmente e quindi è adatta, perfino simbolicamente, alle mense dei ricchi.
Nel Medioevo anche il formaggio viene messo in discussione e viene ritenuto "degno" di accedere alle mensa dei signori.
Non era però possibile che nobili e contadini si ritrovavano a mangiare le medesime cose ... pertanto col tempo si è sviluppato la nozione di "buongusto" che ovviamente solo un impegnativo addestramento intellettuale consente di apprezzare.
Il "gusto" quindi diventa il dispositivo di differenziazione sociale e pertanto la parola chiave di tutto il proverbio è "sapere" ... il contadino non deve appunto sapere (non deve venire a conoscere) il sapore che nasce dal consumare il formaggio e la pera "abbinati insieme" ...
Solo chi detiene il potere sa queste cose proprio per mantenere sempre vigile il controllo sociale sulle masse.
Al giorno d'oggi possiamo tutti permetterci fortunatamente di mangiare "abbinati" il formaggio con le pere e siamo ancora qui con l'mt challenge di marzo per la mia "parte seconda ... il ritorno".
Dopo tutta l'introduzione credo sia abbastanza scontato l'aver capito gli ingredienti principali delle mie crepès ... ma ho aggiunto un tocco in più a questa libidine di "buongusto" ovvero una salsa ridotta con vino bianco, grappa, miele ed uva bianca ... un piatto da veri signori! ;-))
Per la realizzazione delle crepès rimando nuovamente alla riuscitissima ricetta proposta della nostra personal chef Giuseppina.
Come formaggio io ho scelto per l'appunto un Grasso d'Alpe prodotto in Val d'Ossola (alto Novarese) dal gusto saporito ma non forte (ideale per far risaltare tutti i sapori del piatto) con un lieve retrogusto di erbe; è un tipo di formaggio abbastanza ricercato perchè le vacche sono alimentate esclusivamente al pascolo.
Ingredienti per 4 fagottini:
150 gr di grasso d'Alpe
4 pere tipo williams mature grandezza media-piccola
100 gr di uva bianca
100 gr di vino moscato
40 gr di grappa di moscato
4 gr di colla di pesce
20 gr di miele
Nonostante la buccia dell'uva sia ricca di sostanze aromatiche ed antiossidanti naturali, ho preferito toglierla per rendere l'uva più digeribile e più morbida al palato.
Ovviamente questo passaggio può essere saltato se non dà fastidio ritrovarsi in bocca le bucce più dure o se purtroppo non si ha molto tempo.
Prendere quindi gli acini, immergerli per un paio di minuti in acqua bollente, ripescarli con un schiumarola e reimmergerli immediatamente in una ciotola con acqua fredda e ghiaccio. In questo modo la buccia verrà via con estrema facilità.
Tagliare poi gli acini a metà e privarli dei semini interni.
Prendere le pere e, dopo averle lavate ed asciugate, tagliate la parte centrale verticalmente ricomprendendo anche il picciolo e ripulitele degli eventuali semini neri; questa parte verrà poi utilizzata come decorazione sui fagottini.
Utilizzate metà della restante parte delle pere (quindi due frutti), togliete la buccia e tagliate la polpa a dadini.
Prendere il formaggio, togliere la crosta, tagliate quattro fettine che vi serviranno per la decorazione esterna e tutta la restante parte in piccoli dadini.
A questo punto componete i fagottini: prendete le crepès preparate posizionate nel mezzo un pò di cubetti di pere e di formaggio; richiudete come se fosse una scatolina; appoggiate sopra la fetta di pera tagliata con il picciolo, la fettina di formaggio, un'acino d'uva e fermate il tutto con uno stecchino di legno.
Posizionare su di una teglia adatta per il forno in questo modo
Infornare a 150 gradi per una decina scarsa di minuti, giusto il tempo di far fondere il formaggio sopra la pera e dentro i fagottini.
Nel frattempo preparare la salsa.
Ammollare in acqua fredda la colla di pesce.
In un pentolino scaldare il vino con la grappa, aggiungere la colla di pesce strizzata, gli acini di uva puliti da buccia e semi ed in ultimo il miele; far ridurre e poi spegnere il fuoco.
Estrarre dal forno la teglia, posizionare i fagottini sul piatto e versare la salsa ridotta.
E' un primo piatto delicatissimo, gustoso e profumato, dove si riesce a cogliere ogni singolo sapore proprio perchè sono adeguatamente bilanciati i vari ingredienti tra loro.
Non utilizzate dei formaggi dal sapore molto forte tipo il gorgonzola perchè ovviamente coprirebbe con forza tutto il resto.
Il formaggio veniva associato alla gastronomia povera essendo consumato, inialmente in maniera esclusiva, da pastori e contadini.
Anche la pera è ricompresa nella cucina dei poveri avendone infatti sempre a disposizione da qualche albero nei propri orti.
Quest'ultima però, a differenza del formaggio che si può conservare a lungo, è un frutto che si deteriora facilmente e quindi è adatta, perfino simbolicamente, alle mense dei ricchi.
Nel Medioevo anche il formaggio viene messo in discussione e viene ritenuto "degno" di accedere alle mensa dei signori.
Non era però possibile che nobili e contadini si ritrovavano a mangiare le medesime cose ... pertanto col tempo si è sviluppato la nozione di "buongusto" che ovviamente solo un impegnativo addestramento intellettuale consente di apprezzare.
Il "gusto" quindi diventa il dispositivo di differenziazione sociale e pertanto la parola chiave di tutto il proverbio è "sapere" ... il contadino non deve appunto sapere (non deve venire a conoscere) il sapore che nasce dal consumare il formaggio e la pera "abbinati insieme" ...
Solo chi detiene il potere sa queste cose proprio per mantenere sempre vigile il controllo sociale sulle masse.
Al giorno d'oggi possiamo tutti permetterci fortunatamente di mangiare "abbinati" il formaggio con le pere e siamo ancora qui con l'mt challenge di marzo per la mia "parte seconda ... il ritorno".
Dopo tutta l'introduzione credo sia abbastanza scontato l'aver capito gli ingredienti principali delle mie crepès ... ma ho aggiunto un tocco in più a questa libidine di "buongusto" ovvero una salsa ridotta con vino bianco, grappa, miele ed uva bianca ... un piatto da veri signori! ;-))
Per la realizzazione delle crepès rimando nuovamente alla riuscitissima ricetta proposta della nostra personal chef Giuseppina.
Come formaggio io ho scelto per l'appunto un Grasso d'Alpe prodotto in Val d'Ossola (alto Novarese) dal gusto saporito ma non forte (ideale per far risaltare tutti i sapori del piatto) con un lieve retrogusto di erbe; è un tipo di formaggio abbastanza ricercato perchè le vacche sono alimentate esclusivamente al pascolo.
Ingredienti per 4 fagottini:
150 gr di grasso d'Alpe
4 pere tipo williams mature grandezza media-piccola
100 gr di uva bianca
100 gr di vino moscato
40 gr di grappa di moscato
4 gr di colla di pesce
20 gr di miele
Nonostante la buccia dell'uva sia ricca di sostanze aromatiche ed antiossidanti naturali, ho preferito toglierla per rendere l'uva più digeribile e più morbida al palato.
Ovviamente questo passaggio può essere saltato se non dà fastidio ritrovarsi in bocca le bucce più dure o se purtroppo non si ha molto tempo.
Prendere quindi gli acini, immergerli per un paio di minuti in acqua bollente, ripescarli con un schiumarola e reimmergerli immediatamente in una ciotola con acqua fredda e ghiaccio. In questo modo la buccia verrà via con estrema facilità.
Tagliare poi gli acini a metà e privarli dei semini interni.
Prendere le pere e, dopo averle lavate ed asciugate, tagliate la parte centrale verticalmente ricomprendendo anche il picciolo e ripulitele degli eventuali semini neri; questa parte verrà poi utilizzata come decorazione sui fagottini.
Utilizzate metà della restante parte delle pere (quindi due frutti), togliete la buccia e tagliate la polpa a dadini.
Prendere il formaggio, togliere la crosta, tagliate quattro fettine che vi serviranno per la decorazione esterna e tutta la restante parte in piccoli dadini.
A questo punto componete i fagottini: prendete le crepès preparate posizionate nel mezzo un pò di cubetti di pere e di formaggio; richiudete come se fosse una scatolina; appoggiate sopra la fetta di pera tagliata con il picciolo, la fettina di formaggio, un'acino d'uva e fermate il tutto con uno stecchino di legno.
Posizionare su di una teglia adatta per il forno in questo modo
Infornare a 150 gradi per una decina scarsa di minuti, giusto il tempo di far fondere il formaggio sopra la pera e dentro i fagottini.
Nel frattempo preparare la salsa.
Ammollare in acqua fredda la colla di pesce.
In un pentolino scaldare il vino con la grappa, aggiungere la colla di pesce strizzata, gli acini di uva puliti da buccia e semi ed in ultimo il miele; far ridurre e poi spegnere il fuoco.
Estrarre dal forno la teglia, posizionare i fagottini sul piatto e versare la salsa ridotta.
E' un primo piatto delicatissimo, gustoso e profumato, dove si riesce a cogliere ogni singolo sapore proprio perchè sono adeguatamente bilanciati i vari ingredienti tra loro.
Non utilizzate dei formaggi dal sapore molto forte tipo il gorgonzola perchè ovviamente coprirebbe con forza tutto il resto.
domenica 18 marzo 2012
Tasca di vitello ripiena
Visto che ho pubblicato poche ricette di secondi, eccomi qui giusto giusto con una ricettina abbastanza semplice da preparare e di sicuro effetto.
E' una di quelle ricette un pò classiche ma poco scenografiche che molto probabilmente non colgono l'interesse di chi legge ...
Sono però convinta che vale la pena pubblicare tutto quello che viene fatto con le proprie mani indipendentemente dal fatto che sia una cosa nuova o vecchia, ricercata o vista e rivista mille volte, scenografica o nemmeno tanto bella da vedere ...
E' preparata da me e mi ha fatto piacere prepararla, questa è la cosa più importante!
Dopo questo preambolo non voglio assolutamente demolire questo piatto, anzi ... lo voglio al contrario lodare perchè è buonissimo, ideale per pranzi importanti e, come già detto sopra, delizierà sicuramente i Vostri ospiti.
Ingredienti per 6 persone
700/800 gr di punta o spinacino di vitello (fatta aprire dal macellaio)
100 gr di grana grattuggiato
200 gr di prosciutto cotto
1 pezzo di salsiccia a piacere
4 fettine di pan carrè
latte, sale e pepe q.b.
brodo vegetale
trito di sedano, carote e cipolla
1 bicchiere di vino bianco
olio e.v.o.
Prendere il pan carrè ed ammollarlo in un piatto con del latte.
In un mixer tritare il prosciutto cotto e la salsiccia; aggiungere il grana grattuggiato, il pan carrè strizzato dal latte in eccesso ed aggiustare di sale e pepe.
Riempire la tasca di vitello con il composto ottenuto e cucire l'apertura con un normale filo di cucito bianco ed un ago grosso da maglia.
Attenzione a non riempire troppo la tasca perchè durante la cottura il ripieno tende a gonfiarsi e quindi a spaccare la carne.
Preparare un brodo vegetale mettendo in una pentola dell'acqua; aggiungere almeno una patata pelata e tagliata a metà, una costa di sedano, una cipolla tagliata a metà, una carota, del sale ed olio q.b.; cuocere per almeno una quindicina di minuti.
Questo brodo andrà versato sulla carne durante la cottura per tenerla morbida.
A questo punto prendere una padella antiaderente dai bordi alti; versare un pò di olio e rosolare un trito preparato con altro sedano, carote e cipolla.
Posizionare la tasca di vitello e fate rosolare da entrambi i lati per un paio di minuti ciascuno.
Sfumare con il vino bianco.
Mettere il coperchio e lasciare cuocere per almeno un'oretta, girando ogni tanto il pezzo di carne e versando man mano il brodo vegetale.
Terminata la cottura lasciare raffreddare molto bene la carne per facilitarne poi il taglio.
Recuperare tutto il sughetto di cottura, frullarlo finemente e metterlo da parte.
Tagliate la carne a fettine.
Prima di servirla in tavola va ovviamente riscaldata; se fate questo processo nel forno rischiate di asciugare e seccare troppo la carne ed il risultato non sarebbe buono.
L'ideale è quella di riscaldare le fette in una padella e poi posizionarle su di un piatto di portata oppure per comodità, come ho fatto io, ho posizionato la carne su di una teglia in vetro (tipo quelle che si mettono in forno per intenderci) in questo modo
e poi l'ho messa direttamente sul fornello a scaldare; ho versato la salsina di cottura precedentemente frullata e una volta che tutto è caldo al punto giusto (occhio a non toccare la teglia con le mani nude perchè sarà ustionante) l'ho direttamente portata in tavola.
Avendo ospiti non sono riuscita a fotografare il piatto finito ... ve lo descrivo però virtualmente ... due fette di carne ciascuno, la salsina sopra e come contorno ho preparato delle patate fatte in forno e dei pomodorini in insalata conditi con sale ed olio.
Questo ripieno è davvero gustosissimo e non troppo pesante e lo preferisco mille volte alle tasche riempite a loro volta di carne macinata ... poi ovviamente va a gusti ed ognuno può inserire quello che crede (anche per esempio solo verdure tritate ed un uovo sodo intero che crea un effetto veramente simpatico quando si tagliano le fette).
Largo dunque alla fantasia!! Ciaoooo
E' una di quelle ricette un pò classiche ma poco scenografiche che molto probabilmente non colgono l'interesse di chi legge ...
Sono però convinta che vale la pena pubblicare tutto quello che viene fatto con le proprie mani indipendentemente dal fatto che sia una cosa nuova o vecchia, ricercata o vista e rivista mille volte, scenografica o nemmeno tanto bella da vedere ...
E' preparata da me e mi ha fatto piacere prepararla, questa è la cosa più importante!
Dopo questo preambolo non voglio assolutamente demolire questo piatto, anzi ... lo voglio al contrario lodare perchè è buonissimo, ideale per pranzi importanti e, come già detto sopra, delizierà sicuramente i Vostri ospiti.
Ingredienti per 6 persone
700/800 gr di punta o spinacino di vitello (fatta aprire dal macellaio)
100 gr di grana grattuggiato
200 gr di prosciutto cotto
1 pezzo di salsiccia a piacere
4 fettine di pan carrè
latte, sale e pepe q.b.
brodo vegetale
trito di sedano, carote e cipolla
1 bicchiere di vino bianco
olio e.v.o.
Prendere il pan carrè ed ammollarlo in un piatto con del latte.
In un mixer tritare il prosciutto cotto e la salsiccia; aggiungere il grana grattuggiato, il pan carrè strizzato dal latte in eccesso ed aggiustare di sale e pepe.
Riempire la tasca di vitello con il composto ottenuto e cucire l'apertura con un normale filo di cucito bianco ed un ago grosso da maglia.
Attenzione a non riempire troppo la tasca perchè durante la cottura il ripieno tende a gonfiarsi e quindi a spaccare la carne.
Preparare un brodo vegetale mettendo in una pentola dell'acqua; aggiungere almeno una patata pelata e tagliata a metà, una costa di sedano, una cipolla tagliata a metà, una carota, del sale ed olio q.b.; cuocere per almeno una quindicina di minuti.
Questo brodo andrà versato sulla carne durante la cottura per tenerla morbida.
A questo punto prendere una padella antiaderente dai bordi alti; versare un pò di olio e rosolare un trito preparato con altro sedano, carote e cipolla.
Posizionare la tasca di vitello e fate rosolare da entrambi i lati per un paio di minuti ciascuno.
Sfumare con il vino bianco.
Mettere il coperchio e lasciare cuocere per almeno un'oretta, girando ogni tanto il pezzo di carne e versando man mano il brodo vegetale.
Terminata la cottura lasciare raffreddare molto bene la carne per facilitarne poi il taglio.
Recuperare tutto il sughetto di cottura, frullarlo finemente e metterlo da parte.
Tagliate la carne a fettine.
Prima di servirla in tavola va ovviamente riscaldata; se fate questo processo nel forno rischiate di asciugare e seccare troppo la carne ed il risultato non sarebbe buono.
L'ideale è quella di riscaldare le fette in una padella e poi posizionarle su di un piatto di portata oppure per comodità, come ho fatto io, ho posizionato la carne su di una teglia in vetro (tipo quelle che si mettono in forno per intenderci) in questo modo
e poi l'ho messa direttamente sul fornello a scaldare; ho versato la salsina di cottura precedentemente frullata e una volta che tutto è caldo al punto giusto (occhio a non toccare la teglia con le mani nude perchè sarà ustionante) l'ho direttamente portata in tavola.
Avendo ospiti non sono riuscita a fotografare il piatto finito ... ve lo descrivo però virtualmente ... due fette di carne ciascuno, la salsina sopra e come contorno ho preparato delle patate fatte in forno e dei pomodorini in insalata conditi con sale ed olio.
Questo ripieno è davvero gustosissimo e non troppo pesante e lo preferisco mille volte alle tasche riempite a loro volta di carne macinata ... poi ovviamente va a gusti ed ognuno può inserire quello che crede (anche per esempio solo verdure tritate ed un uovo sodo intero che crea un effetto veramente simpatico quando si tagliano le fette).
Largo dunque alla fantasia!! Ciaoooo
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