lunedì 11 giugno 2012

Tapas spagnola in versione italiana .... vi presento la ricetta di apertura del mio contest ricevuta da Giacomo

Con molto entusiasmo vi presento la prima ricettina che partecipa al mio contest Un paese nel cuore pervenuta da Giacomo che non ha un blog.
Il suo paese nel cuore è la Spagna ... e cade giusto giusto a pennello visto che ieri sera la nostra Nazionale Italiana di calcio agli Europei ha per l'appunto incontrato i nostri "cugini" spagnoli portando a casa, per fortuna, un buon pareggio.
Non mi interesso molto di calcio ... però quando in campo scende l'Italia scatta qualcosa in me che mi porta a tifare all'ennesima potenza.
Poi siamo ahimè donne (anche se non tutte uguali) ... ci interessa quasi di più sapere chi gioca e che aspetto hanno i giocatori che poco ci importa se sono più o meno bravi (vogliamo spendere due parole su Casillas o Fabregas ... che purtroppo però ci ha fatto gol??) ... lasciamo stare e torniamo piuttosto al carissimo Giacomo ed alla sua ricettina Italian Style.

Mi spiega perchè la Spagna è nel suo cuore:
"Ciao Monique,
ho scelto la Spagna perchè è il "Paese del cuore", come un pò tutti ne hanno uno.
Sono stato varie volte a Madrid ed a Barcellona e mi ha attirato la cultura, il cibo (ovviamente!!!!), la gentilezza della gente.
Ho tentato di fare un'esperienza lavorativa in Spagna ma, per il periodo che stiamo correndo, guadagnavo meno di ciò che spendevo per mantenermi.
Chissà un giorno potrei ritornarci, magari quando si "saranno calmate le acque", quelle della crisi intendo.
Il piatto che propongo rispecchia un pò l'icona spagnola delle tapas, antipastini che in Spagna usano consumare accompagnati da un bicchiere di cerveza (birra), seduti alla barra (bancone) di un bar o di un ristorante.
Molto suggestivo è vedere i locali con tapas delle più svariate specie.
Inoltre in Spagna esistono anche catene di ristoranti o bar basate principalmente sulle tapas.
Beh ... che dire solo da provare!!!!"

E come dargli torto ... la Spagna è famosissima per le sue tapas, i montaditos, i boccadillos ed in prima persona posso dire di aver mangiato questi stuzzichini più che volentieri in diverse occasioni.

Giacomo ci presenta un'interessante ricetta spagnola in versione italiana, con l'accostamento di carne, formaggio e frutta.

MONTADITOS DI PATATA, MINI HAMBURGER DI MAIALE, PROVOLA DOLCE E COMPOSTA DI CILIEGIE ALL'ACETO BALSAMICO DI MODENA.




PER 4 PERSONE
Per le patate:
2 patate grandi;
sale;
timo e prezzemolo secco;
aglio extravergine d'oliva.
Sbucciare e tagliare a metà nel senso della lunghezza le patate.
Sbollentarle in acqua salata per circa 3 min, quindi metterle su una teglia foderata con carta da forno e condirle con olio, sale e le spezie.
Infornare per circa 25min (dipende dalla grandezza delle patate) a 180°C.

Per i mini hamburger:
150gr di macinato di carne di maiale con una bassa percentuale di grasso;
sale;
pepe nero macinato;
semi di finocchietto;
2 cucchiai di vino bianco.
Amalgamare tutti gli ingredienti e formare dei mini hamburger della grandezza di una noce.
Cuocerli su una piastra ambo i lati.

Per la composta di ciliegie:
100gr di ciliegie senza nocciolo;
50gr di zucchero di canna grezzo;
50ml acqua;
50ml di aceto balsamico di Modena.
Mettere tutti gli ingredienti in un padellino antiaderente e lasciar cuocere a fiamma bassa fino ad ottenere un composto denso.

Per la finitura:
Glassa di aceto balsamico (ridurre 100ml di aceto balsamico con 60gr di
zucchero);
origano;
100gr di provola dolce.
Tagliare la provola a fette sottili e coprire la superficie piatta di ciascuna patata.
Adagiarvi sopra i mini hamburger e mettere in forno a far fondere la provola.
Impiattare ponendo al centro del piatto la patata, con sopra la composta di ciliegie.
Decorare il tutto con la glassa di aceto balsamico e origano.

Secondo me sono assolutamente favolose ... e come hai scritto tu "da provare".
Sono un'ottima idea da proporre come apertura per una bella serata spagnola in casa.

  

sabato 9 giugno 2012

Focaccia alla genovese classica, alle erbe e con i pomodorini ed olive

Oggi ho deciso di postare la ricetta di un tipo di focaccia detta "alla genovese" che ho imparato a fare ad un corso sui lievitati.
La focaccia mi fa venire in mente due cose ... o un party, un picnic, un aperitivo dove generalmente non la faccio mai mancare unitamente alla pizza ... oppure mi fa venire in mente il mare e precisamente la Liguria dove ogni tanto passiamo qualche week end d'estate o anche solo una giornata nelle restanti stagioni.
Non ce n'è ... la focaccia che vendono è assolutamente deliziosa e riproporla fedelmente in casa è abbastanza difficile perchè i forni casalinghi difficilmente riescono a raggiungere delle temperature piuttosto alte ed ottimali per la cottura.
Noi però ci proviamo lo stesso a farla in casa anche perchè il risultato finale è assolutamente ottimo e perchè poi la si può farcire a piacere.


Ingredienti per una teglia da forno:
500 gr di farina 0
300 gr di acqua circa
20 gr di lievito di birra
10 gr di zucchero
25 gr di olio e.v.o.
10 gr di sale grosso
Per la salamoia: olio 3 parti, acqua 1 parte, sale 1 pizzico
Farcitura a piacere: pomodorini freschi, olive, pomodorini secchi, spezie varie, etc

In due ciotoline diverse far sciogliere in acqua tiepida il lievito ed il sale grosso (utilizzare parte dell'acqua sopra indicata). 
Impastare la farina con l'olio, aggiungere il lievito sciolto nell'acqua, lo zucchero, il sale sciolto nell'acqua e completare con la restante acqua fino ad ottenere un composto omoeneo ed un pò appiccicoso.
Versare l'impasto in una ciotola unta di olio e lasciarlo riposare per almeno un'ora.
Prendere una teglia da forno ed ungerla di olio; versare l'impasto ed iniziare un pò a tirarlo con le mani per stenderlo grossolanamente; spennellare con un pò di olio e lasciar riposare l'impasto per almeno un'altra mezz'ora.
Riprendere la teglia e a questo punto stendere bene l'impasto lavorandolo sempre con le mani ed imprimendo i caratteristici buchi che contraddistinguono la focaccia alla genovese; spennellare la superficie con la salamoia e lasciar riposare per l'ultima mezz'ora.
La salamoia la si preparare in un bicchiere con le parti di olio ed acqua sopra indicate e con un pizzico di sale; serve per condire e bagnare la pasta ma rimane più leggera rispetto l'olio da solo.
Conclusa questa ultima lievitazione, si può passare alla farcitura a piacere.
Per la versione classica se si vuole si può aggiungere solo del sale grosso, altrimenti potete suddividere un pò le zone della focaccia e farcire secondo la vostra fantasia.
Io in una parte ho aggiunto degli aghi di rosmarino tagliati al coltello e delle foglie di salvia tritate; in un'altra parte ho aggiunto dei pomodorini freschi tagliati a metà, posizionati con la parte tagliata all'insù, olive nere ed origano.
Prima di infornare spennellare ancora un pò di salamoia.
Cuocere in forno già caldo a 220 gradi per circa 20 minuti.
Togliere la focaccia dal forno e spennellarla subito, e per l'ultima volta, con la salamoia.
Lasciatela raffreddare, tagliarla a quadrotti regolari, o come meglio preferite, e .... addentarla!!!

  
Ma che bontà ma che bontà .... ultimamente la stò preparando almeno una volta a settimana ... peccato che però dura nemmeno due giorni!
Buona serata a tutti e buona domenica!!!
     

giovedì 7 giugno 2012

Merluzzo caramellato al lime - Donna Hay Version

Stasera mi sento particolarmente stanca ... sono rientrata tardi, il tempo non ti tira su il morale (ho indossato il maglioncino tutto il santo giorno), l'estate sembra non arrivare e non ti viene voglia dopocena di uscire a fare una passeggiata, le notizie al telegiornale sono sempre abbastanza negative ... mi piacerebbe staccare un pò la spina ed andare qualche giorno in vacanza .... eh eh, che novità, chi non ha per la testa, chi più chi meno, la stessa voglia??? Avete già pensato a cosa fare quest'estate??
Tra il mare e la montagna scelgo assolutamente e senza pensarci il mare, meglio se con molte cose da vedere .... e visto che siamo sul tema dell'estate e del mare, vi propongo una veloce ricettina di Donna Hay di un secondo di pesce caramellato al lime.
Io ho utilizzato il merluzzo ma volendo si può applicare la medesima ricetta a tutti i pesci bianchi a polpa soda, alle capesante, al salmone, ai gamberetti ...

Ingredienti per due persone:
400 gr di fiori di filetto di merluzzo
1 cucchiaio di olio
2 cucchiai di succo di lime
1 cucchiaio di zucchero di canna
1 cucchiaio di salsa di soia
un pizzico di peperoncino secco
insalata verde a piacere


Tagliare il pesce a pezzi.
Scaldare una padella antiaderente a fuoco alto con un filo di olio; aggiungere il pesce e cuocere un minuto per lato finchè il pesce non è dorato.
In una ciotolina mescolare il succo di lime, lo zucchero di canna, la salsa di soia ed il pizzico di peperoncino.
Versare il composto sul pesce e continuare a cuocere per qualche minuto rigirando i pezzi di pesce finchè non sono ben cotti e la salsa non è ridotta e sciropposa.
Preparare un letto di insalata condita con sale, succo di lime ed un filo di olio (potete ovviamente scegliere un altro contorno, dei cetrioli, dei pomodori, degli asparagi sbollentati, etc), sistemare i pezzetti di merluzzo e finire con la salsa.


Mi sembra anche un piattino light per rimettersi in forma ...
Avrei tanta voglia di fare qualche bella torta farcita ... ma non è proprio il caso!!! ;-)))
Riempiamoci gli occhi di leggerezza dai ...


Un bacione a tutti e buona serata!!!

martedì 5 giugno 2012

Pasta estiva dai profumi mediterranei

Il tempo è ancora un pò ballerino .. di notte ci regala ancora un pò di pioggia, ma di giorno stà iniziando pian piano a sistemarsi (non diciamolo ad alta voce però) ...
Si pensa quindi a rimettersi un pò in forma (oh mamma che cosa difficile ...), a preparare cibi freddi, spesso e volentieri anche dei piatti unici come una bella insalatona.

L'altra sera, complice ancora le discrete temperature, ho acceso il forno ed ho preparato dei pomodorini confit.
Che delizia!!! Non li avevo mai prepararati prima d'ora e mi spiace averli scoperti solo ora!
Vanno tagliati a metà e posati su di una teglia rivestita di carta forno con la parte tagliata in su; poi bisogna cospargere sopra ad ognuno un pò di zucchero bianco, del sale, pepe, olio ed aromi vari a piacere (origano, aglio, timo, etc) ... ma volendo si possono insaporire anche con un trito fine di capperi o della scorza di arancia o di limone oppure si può usare lo zucchero di canna anzichè lo zucchero bianco ... largo dunque ai sapori ed alla fantasia.
A questo punto vanno infornati in forno ventilato a 140 gradi per almeno un'oretta abbondante ... questa cottura lenta ed a fuoco basso viene fatta per evitare che i succhi dei pomodori si asciughino troppo.
Volendo si possono far raffreddare e si possono invasare in vasetti sterilizzati; si ricopre con un buon olio d'oliva e conservati al buio ed in un luogo asciutto si mantengono per 6/12 mesi.
Ovviamente nel mio caso ... li ho preparati e consumati subito tutti ... era il mio primo esperimento e ne ho fatti nella giusta quantità ... che errore ... ne dovrò fare presto degli altri ;-))
Possono essere consumati come antipasto magari su di una bruschettina oppure possono condire egregiamente un bel piatto di pasta ... ed io ho optato per questa seconda opzione.
Gli altri ingredienti utilizzati sono delle olive nere greche e della feta che mi sono avanzate dal mio recente piatto greco.


Ingredienti per due persone:
150 gr di pasta a piacere
50 gr di olive nere
80 gr di feta a pezzetti
80 gr di pomodorini ciliegino confit
olio, sale q.b.
qualche foglia di basilico

Preparare i pomodorini come indicato sopra.
Cuocere la pasta  al dente, scolarla e passarla sotto l'acqua fredda per bloccarne la cottura.
Unire la feta a pezzetti, il basilico fresco, i pomodorini confit (lasciati raffreddare), le olive e condire con un filo di olio e del sale se necessita.


Mi piaceva questo raggio di sole serale che illumina il pomodorino condito ...


Un appetito!
Un bacioneeee

sabato 2 giugno 2012

Oggi è il mio blog-compleanno ... ed un kotopoulo pita come se fossimo seduti in una taverna greca

Un anno fa nasceva questo mio spazio personale ... ed oggi inizia, giusto per festeggiare un pò insieme, il mio primo contest ... per ogni dettaglio leggete qui.
La passione per la cucina mi ha portato a condividere con voi un pò di ricette, foto, pensieri, momenti felici (e non) ... e ringrazio chi mi ha seguito, chi mi segue, chiunque abbia lasciato un messaggio e chiunque lo farà da oggi in poi (e spero tanti) ...
Alcune persone mi hanno chiesto perchè, in un certo senso, perdo tempo con un blog ... ho risposto che l'ho aperto e lo tengo vivo appena ho un attimo di tempo perchè mi fa piacere, perchè è un modo per catalogare ed archiviare le ricette che faccio, per condividere la mia passione con altre persone, perchè è un pezzo di me e della mia vita ... può bastare??
Non so a cosa mi porterà, dove arriverà e fino a quando rimarrà operativo ... intanto c'è e va bene così ed io ne sono enormemente felice.

Ricollegandomi al mio contest, oggi sono a parlarvi ancora del mio "Paese nel cuore", la Grecia.
La cucina greca ha una storia molto antica che affonda le radici nella mitologia.
Ogni pasto rappresenta un momento di festa e di allegria intorno alla tavola ed è un chiaro esempio della cordialità del popolo greco.
Di origine mediterranea, a differenza dell'Italia in Grecia non ci sono primi piatti.
Il pasto si apre con i "mesedes" una serie di antipasti composti da vari tipi di sfogliatine, verdure fritte, polpettine, crocchette di formaggio e salse da mangiare con la pita (il loro tipico pane) per poi passare ai piatti principali (quali ad esempio la moussaka; i dolmades, involtini di foglia di vite con ripieno di carne chianina, maiale e verdure; stifado, uno spezzatino di carne; la gyros pita e le vari varianti con il pollo - come la mia ricetta- o con il manzo; oppure tanto pesce alla griglia etc) ed infine i dolci solitamente composti da pasta fillo ripieni di noci, mandorle e miele oppure yogurt greco con miele e noci, macedonia o crema di riso al latte.
Uno degli alcolici più famosi in Grecia è l'ouzo a base di anice e a volte aromatizzato alla menta ed al finocchio.
E' un aperitivo ma, allungato con l'acqua, può accompagnare tutto il pasto.
Ovviamente non mancano degli ottimi vini, il più conosciuto è il vino bianco chiamato retsina: questo nome deriva dal fatto che durante la fermentazione viene aggiunta la resina di pino d'Aleppo.
A fine pasto si può bere la Metaxa (un brandy inventato da un commerciante greco di nome Spyros Metaxas) o la grappa bianca chiamata raki.




Passiamo al mio piatto unico che prevede la realizzazione del pane tipico greco chiamato pita, della salsina che un pò tutti conosciamo chiamata tzatziki (in una versione un pò meno anti-vampiro), dei souvlaki (spiedini) nel mio caso di pollo e come contorno delle patatine a stick cotte però in forno anzichè fritte ed un'insalata verde con pezzetti di feta, pomodorini ed olive nere greche .... un piatto unico che concentra quasi tutti i sapori locali (mancano davvero solo le melanzane o del pesce e poi c'è davvero tutto).
Ecco come si presenta il piatto finito .... immaginate di essere in una taverna greca, vicino al mare ad almeno 25 gradi ........


Partiamo con la pita (=pane) originario della Grecia è diffuso in molti paesi mediorientali con il nome di pane arabo.
Ci vuole un doveroso chiarimento: il vero pane arabo è una sorta di piadina alta qualche millimetro e morbida e non ha niente a che vedere con il pane arabo che vendono da noi al supermercato leggermente gonfio al centro e ricoperto da una spolverata di farina bianca.
Questa è la ricetta per meno di dieci pita tratta da "Falling Cloudberries" di Tessa Kiros:
10 gr di lievito fresco (circa mezzo cubetto)
2 cucchiai di olio extravergine d'oliva
un pizzico di zucchero
500 gr di farina 0
1 cucchiaino di sale
acqua tiepida q.b. (circa 230 ml)

Sbriciolare il lievito in una ciotolina e aggiungere l'olio, lo zucchero e 100 ml di acqua tiepida.
Mescolare bene e lasciare riposare per 10 - 15 minuti finchè comincia ad attivarsi il lievito ed inizia a fare la schiuma.
Setacciare la farina in una terrina capiente, in un angolino mettere il sale e nel centro fare la fontana, versarci la restante parte d'acqua mista all'olio e dal lievito ed amalgamare fino ad ottenere un impasto ben idratato.
Impastate per una decina di minuti (magari trasferendolo su di una spianatoia) fino ad ottenere un composto soffice, elastico e malleabile.
Riporre l'impasto nella terrina, coprire con un panno umido e far lievitare per almeno un'ora, un'ora e mezza.
Riprendere l'impasto, trasferirlo sulla spianatoia e schiacciatelo delicatamente facendo uscire tutta l'aria; impastatelo velocemente e dividerlo in palline uguali di circa 65 gr l'una (se la preferite un pò grande o più alta fate meno palline ovvero circa 6).
Spianatele leggermente con il mattarello e sistematele su delle teglie rivestite di carta forno.
Cospargere con la farina e coprire nuovamente con un panno.
Lasciare riposare ancora mezz'ora.
Nel frattempo preriscaldare il forno a 220 gradi.
Spianare bene le palline dell'impasto ricavando dei dischi di almeno 15 cm di diametro.
Spennellatele con dell'acqua ed infornare per massimo 8 minuti; rigirarle e cuocere per altri 2 minuti e così via per le altre (devono rimanere chiare e non devono bruciare).
Una volta sfornate spennellarle ancora con un pò di acqua e metterle subito in un sacchetto di plastica ben chiuso; in questo modo rimangono morbide.
Per quelle che non si consumano subito, bisogna lasciarle nei sacchetti di plastica chiusi e nel caso si possono riammorbidire passandole nel forno, bagnandole con un pò di acqua e rimettendole in un sacchetto di plastica.
Potete servirle intere o, come nel mio caso, dividerle in fette.

Passiamo allo tzatziki.
I greci lo usano per accompagnare la maggior parte delle pietanze, dal pesce alla carne alle insalate.
E' diffuso anche in altre zone vicine anche se con nomi diversi (in Bulgaria Tarator o in Iraq Djadjik).
Come ho accennato sopra, non ho voluto esagerare con l'aglio ottenendo una salsina saporita ma leggermente più digeribile.
Ripropongo sempre la ricetta proposta da Tessa Kiros (dimezzando le dosi e diminuendo l'aglio):
1/2 spicchio di aglio finemente tritato
1 cucchiaio di olio extravergine d'oliva
1/2 cucchiaio di limone
mezzo cetriolo di piccole dimensioni
1/2 cucchiaino di sale
300 gr di yogurt greco
qualche foglia di menta fresca sminuzzata finemente


Tritate l'aglio molto finemente e metterlo in una ciotola con l'olio ed il succo di limone.
Pelare il cetriolo a strisce alternate nel senso della lunghezza, pelando una striscia e lasciando quella successiva.
Grattuggiatelo e mettetelo in un colino a maglia fine disposto sopra una ciotola nel lavandino; cospargere di sale e lasciarlo così per mezz'ora affinchè perda completamente l'acqua; schiacciate con le mani o con un cucchiaio di legno per far uscire tutto il liquido.
E' molto importante fare questo procedimento altrimenti la salsa risulterà acquosa.
Mettere lo yogurt in una terrina, incorporare la menta spezzettata finemente, unire la miscela di olio, aglio e limone ed in ultimo il mezzo cetriolo grattuggiato e ben scolato.
Amalgamare bene e regolate di sale se occorre; volendo potete anche tritare un pò di pepe bianco.
Riporre in frigo sino al consumo.
In un contenitore chiuso in frigorifero si conserva per un paio di giorni ma il gusto si farà più intenso.

Passiamo ai souvlaki (souvla=spiedino) molto apprezzato in Grecia anche come spuntino veloce da strada preparati con la carne di maiale, di vitello, di pollo, di agnello o con il pesce.
Io ho usato la carne di pollo.

Ingredienti per due persone:
mezzo petto di pollo
sale, pepe, origano, olio q.b.
qualche cucchiaio di succo di limone

Tagliate il pollo a cubetti e conditeli con sale, pepe ed origano.
Infilateli negli spiedini di legno precedentemente bagnati (per non farli bruciare nel forno) e metteteli in una vaschetta a marinare con dell'olio e del succo di limone per almeno mezz'ora.
A questo punto potete cuocere gli spiedini alla griglia per una quindicina di minuti oppure nel forno posizionandoli su di una teglia rivestita con un foglio di carta forno per almeno quindici minuti girandoli a metà cottura e spennellandoli con un pò di emulsione della marinatura.
Accenderein ultimo magari per qualche minuto il grill del forno per dar loro maggiore doratura senza bruciarli.

Ovviamente utilizzando il forno per la cottura degli spiedini ne ho approfittato contemporaneamente per cuocere su un'altra teglia posizionata nella parte bassa del forno anche le patatine in stick (più light rispetto alla frittura delle medesime).
Ho preparato anche un'insalata verde con l'aggiunta di alcuni pomodorini, di pezzetti di feta, delle olive nere greche saporitissime (trovate tranquillamente al supermercato) condita con un pochino di sale ed un filo di olio.


Con questa ricetta invito nuovamente voi foodblogger (e non) a partecipare al mio contest "Un paese nel cuore" indicando il nome del paese, il perchè vi stà a cuore ed allegando una ricetta che ve lo ricorda.
Vi lascio nuovamente il banner da esporre nei vs blog


ed il post dove lasciare il link della Vs ricetta Un paese nel cuore.


A presto
Un bacione
Monique




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